lunedì 1 aprile 2013

La Pasquetta

Una Pasquetta diversa, a tratti anche bella: stamattina visita a mio padre e poi via, liberi come il vento... Auguri!

martedì 26 marzo 2013

Ma dove vogliamo andare...



Forse qualcuno di voi se ne è già accorto, per gli altri ve lo dico io: siamo nella merda!
Ma non così per dire, proprio nella merda quella più profonda. E ci sta pure bene!

La situazione politica è al limite del ridicolo, anzi, ormai siamo oltre. Il mondo imprenditoriale vacilla, l'occupazione è un miraggio, i soldi terminati. 
E gli italiani che fanno?!
Una buona percentuale, quella diciamo più tecnologica, si limita a condividere su facebook link che inneggiano allo sdegno, salvo poi sdegnarsi davvero se qualcuno prova a fargli capire che esprimere un'opinione con un link è come legare il cane con la salsiccia.
Un'altra parte si limita a tifare faziosamente per una parte piuttosto che un'altra. 
Quasi tutti inneggiano a Francesco, che per essere simpatico è pure simpatico, ma che non ci risolverà i problemi, visto che i suoi sono, in quanto a gravità, pari ai nostri.

Pochi, troppo pochi, hanno capito che così stante le cose, non ce ne toglieremo. 

Qualcuno aveva sperato in Grillo e nei suoi "cittadini".
Ad oggi non solo non stanno proponendo nulla, ma cominciano a far parte del problema stesso. 

Monti si candida a tutto. Non ha capito che, anche grazie a lui, abbiamo finito le risorse, oltre che le speranze. L'unica utilità che gli è rimasta è quella di evitarci Casini come capo della mini-coalizione di centro.

Bersani e i suoi hanno toccato il fondo. Non sanno cosa fare, con chi farlo e come dirlo. Anzi, sul come dirlo lo sanno benissimo: in modo sbagliato! Ogni volta che sento in TV i vari Marino,  Fassina, Bindi, Finocchiaro, mi rendo conto che con questi non vinceremo mai. Stanno sulle palle al 90% degli italiani, questa è la verità. E se stai sulle palle alla gente, come puoi pensare di vincere le elezioni? Ormai c'è aria di smobilitazione: Renzi con il suo esercito è alle porte e stavolta non farà prigionieri.

Il PDL è agghiacciante. Senti costantemente qualche esponente, per lo più giovani donne anche belline, che però sono foriere di una simpatia pari a quella di una secchiata di merda su di un muro bianco, dire: noi dobbiamo pensare agli italiani che non arrivano a fine mese, alle imprese indebitate, al fisco, all'occupazione, alla crescita, etc etc (un mantra chiaramente mandato a memoria). E fin qui tutto anche comprensibile. Poi vai a vedere le uniche cose che hanno organizzato e ti accorgi che sono di tutt'altro indirizzo: l'occupazione del tribunale di Milano e la manifestazione a Roma contro i giudici politicizzati. Ovvero l'orto del loro padrone. Con buona pace degli italiani e del loro fine mese...

Bene, ora potete tornare tranquillamente a condividere link sullo sdegno verso la casta. 
Ciao!







domenica 24 marzo 2013

Per emozionarsi un po'...



Generalmente non mi emoziono facilmente, ma ogni volta che riguardo questo video mi vengono i brividi...

http://youtu.be/_AqALytJ8oU


sabato 23 marzo 2013

9marzo1989


Quando mi chiesero perché avrei fatto "Tano per sempre", rimasi perplesso. 
Perché, mi chiesi io stesso?!
Il ricordo, dopo quasi 25 anni, inevitabilmente svanisce, diventa etereo, avvolge ombre.
Poi si arriva ad un punto in cui guardarsi indietro aiuta ad andare avanti. E così, ho pensato, "Tano per sempre" è uno spettacolo per andare avanti.

Era il 1989 quando mio padre morì. Un giorno di marzo caldo, non come quelli di questi tempi. Aveva 46 anni appena compiuti. Un ragazzo, poche balle.

Io a luglio di anni ne faccio 45, siamo quasi coetanei. Un età di autodeterminazione, in cui ci si sente giovani nonostante gli altri, soprattutto quelli più giovani, certifichino il contrario. Ma si va avanti...

Dal 1989 al 2013 non sono passati 25, è passata un'era!

"Tano per sempre" è il racconto di un'era! 

Credetemi: è stato emozionante provare questo monologo. 

Un dialogo a due: da una parte io, che parlo per entrambi, dall'altra lui, che non parla ma mi accompagna, mi assiste e, ne sono certo, si diverte pure.
Pensarlo alle prese con facebook, con uno smatphone, con un tv lcd, è di per se spassoso; immaginarlo alle prese con gli stessi strumenti, ma da lassù in Paradiso, è addirittura esilarante.

"Tano per sempre" è un inciso di come è cambiata l'Italia, e di come siamo cambiati noi di conseguenza. O viceversa.

Un modo simpatico, divertente, originale, per ricordare una parte di se stessi che se ne è andata, ma che rimarrà impressa nella memoria!


La replica di Carmagnola è fissata per sabato 25 maggio 2013 al teatro Elios. Inizio ore 21

                                                                        (tratto da un'intervista di presentazione dello spettacolo)



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venerdì 22 marzo 2013

Lo stolto guarda il dito...



In Italia siamo i campioni del mondo nel lanciare fango alla luna.

L'ultima proposta evocata da più parti, che per la verità andava già di moda qualche mese fa, è la diminuzione dello stipendio dei parlamentari, nonché il numero.
Sembra che questa sia la panacea contro ogni male, la taumaturgica risoluzione contro tutti i dolori che ci affliggono.
Lo chiedono per primi i cittadini, e per secondi gli stessi politici, ma lo esigono, cosa più importante, i sondaggi, strumento con cui i secondi tengono per le palle i primi.

La cosa a me pareva pleonastica, ma per onore di informazione mi sono voluto informare sul problema.

Ecco i dati: qualora non diminuissimo stipendi e numero di parlamentari risparmieremmo un numero di poco superiore allo 0.1% del PIL. Tanto per dare un ordine di grandezza, le multe a cui siamo costretti da chi non rispetta le quote latte, ci costano ogni anno 4 volte di più!

E poi non risolveremmo comunque il problema. 

Faccio un esempio di ordine calcistico, tanto così per capirci: se io fossi il presidente di una squadra con un  portiere che non prende una palla neanche se gli sbatte contro, un centravanti che non segna neanche coi carabinieri e un allenatore che non conosce la differenza tra un 4-4-2 e una regata di vela, non è che dimezzandogli gli stipendi questi cominciano a vincere. E' vero, posso risparmiare, ma la retrocessione non me la leverebbe nessuno.

Ora, traslando l'esempio di cui sopra alla politica italiana, non è che se io dimezzo il numero di parlamentari questi cominciano a legiferare meglio. Risparmierei qualche soldo, per carità, ma continuerei a navigare nello sterco. 

In Italia avremmo bisogno invece di politici veri, gente che guadagni una vagonata di denari, ma che ci dia la certezza di toglierci dal guano. 
Perché proprio qui sta il punto: crescere!

Sono concorde con voi che questi politici (ripeto, questi), guadagnano troppo, che per la maggior parte non andrebbero bene neppure a soffiare sulle minestre, ma non concordo con voi quando, nonostante tutto, continuate a votarli, salvo poi blaterare che è tutto "un magna magna".

E soprattutto sono convinto che ci serva un Messi, un Ronaldo, un Pirlo con gli ingaggi che ne conseguono, non un Morganella qualunque oltretutto sottopagato!



Il momento degli addii...



E' un periodo di addii. 
Questo di Mennea non me l'aspettavo, altri da tempo erano scritti...